Paura e Disgusto a Momo
Topper, peccato che mi sono dimenticato di dirtelo, ma per il vestito di laurea ti avrei consigliato di comprarlo all'Old Shop di Miet, a Momo, subito dopo il Maccallè. Io l'ho preso lì, ed è stata una cosa ai limiti della sopportazione umana. Non è un negozio, ma è una casa privata. Anzi, non è nemmeno una casa: sembra il castello della famiglia Addams. Mi consigliò un mio caro amico di recarmi lì, e successivamente scoprii che mia madre fu una loro cliente affezionata da prima che io nascessi.Il negozio è gestito da madre e figlia. La madre ha all'incirca 70 anni e la figlia presumo che ne abbia una quarantina, anche se, a vederla di persona, l'oscillazione è compresa tra i 60 e i 100 anni. Ma andiamo con ordine. Quel giorno di settembre, il 7, mia madre si offrì di accompagnarmi da Miet, cogliendo l'occasione per rinverdire una vecchia conoscenza. Arrivai e parcheggiai nell'apposita aerea, infestata da qualsiasi tipo di piante che la mente umana possa arrivare a pensare. Davanti alla porta suonai il campanello ed entrai senza aspettare alcuna risposta. Lì dentro era buio, ma di un’oscurità opprimente, soffocante. Le imposte erano chiuse ermeticamente e la sola fonte di luce erano delle lampadine da 40 watt. Vi era una confusione inimmaginabile: ovunque vestiti, indumenti, scatole, cose… Ci accolsero Miet e sua figlia. Entrambe erano vestite in modo succinto, in particolare la figlia, che presentava una specie di canotta nera assai scollata e una minigonna leopardata. Il suo corpo non era però snello, anzi tendeva al grasso, addirittura al deforme. La madre aveva indosso una tunica nera, e il collo del piede sinistro sfoggiava il tatuaggio gigantesco di un maiale. Mia madre mi presentò come suo figlio (ovvio) e le tre donne rimembrarono i tempi andati. Sia madre che figlia indossavano degli occhiali da vista enormi; mai visti di così grossi in commercio. Presi un completo nero e una camicia.
Miet mi disse: " Mi piacciono quelli con la testa rasata. Anche il mio fidanzato è pettinato (!) come te. Lui ha 40 anni e io ne ho 76".
La figlia nel frattempo era sparita.
Mi provai il completo dentro ad uno sgabuzzino. Vi erano parecchi armadi, ricolmi di tronchi umani, braccia, gambe, teste. Tutti manichini, ma non posso dirlo con sicurezza. Sentii un urlo disumano provenire da qualche parte della casa, come di una persona che veniva sventrata. Subito dopo percepii chiaramente il suono di un risucchio. Poi esplose una risata pazzesca, indemoniata, sempre in lontananza, ovattata.
Uscii e annunciai che il completo era perfetto. Nel frattempo la figlia era tornata con un paio d’occhiali più grossi. Probabilmente si potevano vedere i satelliti di Saturno con quei telescopi.
Notai un cartello enorme con scritto E' SEVERAMENTE VIETATO TOCCARE IL CANE IN QUALSIASI MODO. Vidi il loro beagle accanto al mio piede mi allontanai più che potei.
Miet: "Ho qui qualcosa che va molto di moda tra i giovani. Guarda un po'." Mi fece vedere un cosa, ma non riuscii a capire cosa fosse. Sembrava un paio di pantaloni, una maglietta, una canottiera ed un cappello, tutto insieme.
Le risposi che in un futuro prossimo lo avrei acquistato.
Pagai e dopo aver salutato ringraziato, io e mia madre uscimmo all'aperto.
Ero terrorizzato. Chiesi a mia madre: "Hai sentito quell'urlo atroce? Di chi erano, o meglio di cosa cazzo erano quei rumori?"
"Non lo so. Aspetta che vado a chiederlo”.
La trascinai sulla macchina e ce ne andammo.
Caro Topper, quando vieni dalle mie parti, ti porterò in quel posto maledetto. Dopo di che ti darò in pasto alla figlia.
PS: Se per caso la madre e la figlia sono lettrici di questo blog, sono finito…