venerdì, aprile 30, 2004

A tutti gli anonimi commentatori!

Continuo la mia segnalazione sul cinema in TV, segnalando che domenica notte all'una e mezza sempre a FuoriOrario su raitre trasmettono Chelsea Girls di Andy Warhol. Ne ho abbastanza dei copia-incolla, così eccovi il link.

A proposito del piano-sequenza, usato abbondantemente in Chelsea Girls... in Kill Bill Vol.2, bellissima la scena che termina il capitolo "Massacro ai due pini": viene inquadrata la sposa che va all'altare, l'inquadratura si sposta all'indietro, viene inquadrato Bill, esce dalla chiesa, inquadra i membri della Deadly Viper Assasination Squad che entrano e, con l'inquadratura fissa dall'alto sulla chiesa, il massacro ha inizio. Tutto in una singola sequenza! (l'ho notato grazie ai trivia di IMDB, purtroppo non sono così bravo da carpire questi particolari al volo guardando i film).

Anche questa sabato il programma di FuoriOrario è molto interessante. Non so voi, ma io programmo il videoregistratore (dovrò trovare anche il tempo di guardarle, tutte queste vhs registrate).

Sabato 1 maggio 2004 RAI 3 ore 1.30 - 7.00 (5 ore 30’)

VELVET GOLDMINE Prima Visione TV 119’
(id. USA/GB 1998, col.)
Regia: Todd Haynes
Con Ewan McGregor, Jonathan Rys Meyers, Toni Collette, Christian Bale

Londra 1984. Il giornalista Arthur Smart e’ incaricato di indagare sulla sorte del cantante Brian Slade, scomparso dalla circolazione dopo la catastrofica trovata pubblicitaria di un finto omicidio in palcoscenico. L’inchiesta rievoca gli ultimi anni ’60 della “swinging London”, l’effimera moda del “glam rock” e il rapporto omosessuale fra Slade e il musicista Curt Wild, di cui lo stesso Stuart, adoloscente introverso, era un fan.

KURT E COURTNEY 95’25”
(id. Inghilterra 1998, col.)
Regia: Nick Broomfield
Con Nick Broomfiled, Kurt Cobain, Courtney Love, El Duce, Tom Grant, David Grohl

Documentario su Kurt Cobain, leader dei Nirvana, morto suicida. Broomfield arriva a Seattle con una piccola troupe e intervista una serie di persone: la zia di Kurt, il padre della vedova Courtney Love, un investigatore privato che aveva lavorato al servizio di quest’ultima, la baby sitter dei figli della coppia e molti altri.

VELVET UNDERGROUND AND NICO v.o.sott.it. 65’
(USA 1966, b/n)
Regia: Andy Warhol

The Velvet Underground & Nico documenta un concerto della celebre band nello stile tipico di Warhol: lunghi piani sequenza, immagini "sporche", ecc. Nato nel 1966 per volontà dell'artista, il gruppo era composto da Lou Reed, Sterling Morrison, John Cale e Maureene Tucker. Fu Warhol stesso a rinforzare la formazione chiamando la cantante e attrice tedesca Christa Paffgen, ovvero Nico, interprete anche di altri film suoi film, tra cui The Chelsea Girls. The Velvet Underground & Nico è anche il titolo del primo album del gruppo che, oltre a divenire uno dei simboli della Factory, si cementò all'epoca nell'esperienza dell'Exploding Plastic Inevitable Show, uno spettacolo di luci, performance e multiproiezioni in cui i Velvet avevano la funzione di creare la colonna sonora dal vivo.

giovedì, aprile 29, 2004

TEN - cLOUDDEAD

Come avevo anticipato, volevo parlarvi di un album che non passerà di certo inosservato. (sarebbe meglio dire inascoltato).

Il disco, è l'ultimo dei cLOUDDEAD. Il titolo è "Ten", ed è forse l'unica nota stonata in tutto il progetto del trio americano. Si, perché le tracce del disco sono proprio dieci, e considerando l'originalità che avvolge come un velo di seta tutto quello che toccano, un titolo diverso non avrebbe certo fatto male a nessuno.

Ci sono dei dischi che vanno al di là delle classificazioni, che sfondano le barriere che qualcuno ha creato solo per facilitare i negozianti. Questo è uno di quelli. Riesce ad abbracciare un innumerevole quantità di generi, che vanno dal Hip Hop alla Chil Out, passando per il folk e finendo nella pura elettronica.

Ten è in grado di prendere l'ascoltatore e trasportarlo in un altro mondo, dove le sensazioni percepite sono incomparabili a quelle che può offrire la cruda realtà, soprattutto quella di questi ultimi tempi.

Tutto il disco è intriso di loop elettronici mai scontati, che fanno da tappeto sonoro ad una voce stile Beastie Boys, o meglio ancora, vagamente (mica tanto vagamente), stile Dj Shadow. Sarebbe il caso di dire che questo lavoro mi ricorda molto Psyence Fiction proprio degli U.N.K.L.E. di Dj Shadow, James Lavelle e Rischard Ashcroft. Quindi di un capolavoro della musica moderna, così avara di simili perle .

Un insieme di melodie ipnotiche, cantilene spaziali che, crescendo, si uniscono fino a far perdere le tracce della ragione, portano l'ascoltatore in un limbo sonoro che difficilmente aveva raggiunto prima.

Vere meraviglie fra le meraviglie, la traccia n° 4 "The Velvet Ant", ritmo slow, trascinato da una leggerissima batteria elettronica, ricca di synth, voce incantante che sembra intrappolare al centro di un geyser, a me molto caro; e la n° 10 "Our Name", pezzo che potrebbe essere usato come colonna sonora per la conquista di Marte o per il seguito di "2001 odissea nello spazio". Un finale avvolgente in un loop rombante, creato da tre menti geniali, isolato dal resto del brano, non potrà che lasciarvi a bocca aperta.

Adesso passiamo alle brutte notizie. Pare che questo sia l'ultimo lavoro dei cLOUDDEAD. Odd Nosdam, Why? e Dose One hanno deciso di dedicarsi ad altro. Se così sarà, questo resterà un bruciante epitaffio di pura follia geniale. Ed un grosso rimpianto, pensando a cos'altro avrebbero potuto dire nel panorama musicale dei nostri tempi, mi perseguiterà vita natural durante.

Capita di rado di sentirsi così bene dopo l'ascolto di un semplice pezzo di plastica/vinile, ma ogni volta è bellissimo.....è come la prima.

postato da: Geyser | 13:33 | commenti (4)

Pink Floyd - The Wall

...continua da lunedì 26.04.2004

Il ragazzo cresce, deve divertirsi, ha bisogno di alcune cose per sentirsi un vero uomo, parte integrante della società. I soldi, il successo, le donne, la droga girano intorno a Pink in un vortice che non si ferma mai e che ne distrugge ogni volontà positiva.

Il nichilismo dell'album è assoluto, disperato, catatonico, punteggiato dagli arrangiamenti orchestrali di Bob Ezrin e Michael Keamen come una pelle calda che si stringe intorno a un cumulo di ossa abbandonate.

Il muro, simbolo massimo dell'incomunicabilità, si erge potente tra Pink e gli altri, sino a chiudersi intorno a lui, stritolandolo tra i suoi mattoni. L'english way of life produce creature morte, svuotate di ogni slancio e in preda all'isteria ("One of My Turns") il cui unico scopo è procurarsi ciò che li fa andare avanti un altro po', forse un giorno, forse una settimana.

E sull'alienazione del singolo e la frustrazione delle moltitudini, un potere lontano, spettrale e perverso, si erge monumentale per fagocitare il verminaio che cresce nella mente delle masse. "Vi sentite male? La colpa è tutta di ebrei, finocchi, negri, comunisti e drogati! Volete che la Grande Britannia torni a dominare il mondo? E allora, seguiteci!!!" ( da Waiting for the Worms").

Il potere arriva a spezzare ogni illusione. I rintocchi marziali, squarcianti e lugubri di "In the Flash" sono l'essenza stessa dell'entrata in scena del Dittatore, il Verme, che arringa la folla inebetita e implorante che chiede di essere flagellata per i propri peccati e vendetta per quegli degli altri. La strada dell'oppressione è tracciata, come quella di una selvaggia caccia all'uomo, al diverso ("Run Like Hell"). E per ogni assassino per ogni aguzzino, per ogni squartatore o soldato morto, c'è una donna, forse un mondo che lo vuole esattamente così e lo ha lavorato incessantemente per costruirlo in tal modo.

La macchina vuole che tutti entrino nei suoi meccanismi senza capire il suo scopo. Per chi comprende, non c'è altra strada che la pazzia, la solitudine, il suicidio. Imprigionato, umiliato, ridotto ad un fantoccio di pezza senza più vita e coscienza, il ribelle Pink viene sottoposto a un ripugnante processo kafkiano ("The Trial") in cui si alternano nel ruolo di accusatori tutti i protagonisti della sua vita: la madre, l'ex moglie, il maestro, che si piangono addosso per essere stati troppo deboli, troppo buoni e per non averlo saputo "raddrizzare" come meritava.

L'ingresso dell'Inquisitore, con la sua tracotante e putrida arringa che decreta l'espulsione definitiva del ribelle dalla società e l'abbattimento del muro, fa calare il sipario sull'incubo di un'esistenza, metafora di tutte le altre.

segue...

postato da: Geyser | 13:10 | commenti

mercoledì, aprile 28, 2004

domani si parte per festeggiare il compleanno della regina d'olanda, ma forse è solo una scusa per ritrovare l'ispirazione. doei!!

postato da: topper | 18:19 | commenti (1)

Arriva dall'Inghilterra la nuova frontiera dell'abbordaggio
Basta un cellulare o un palmare e la tecnologia Bluetooth
Londra, tutti pazzi per il toothing
Sesso al volo in treno o in metrò
Il telefonino individua le persone disponibili nei paraggi
Di solito si finisce a casa o nella toilette più vicina

LONDRA - Pendolari di tutto il mondo, unitevi nel toothing. Parola (e pratica) magica (dall'inglese to tooth, mordere, rosicchiare) che vi aiuta ad ingannare il tempo mentre viaggiate in treno, in metropolitana, ma anche durante un noioso convegno di lavoro. Si rimorchia, si fa un po' di sesso al volo, con la certezza (e questo fa la differenza) di sentirsi dire di sì. Il toothing, la nuova frontiera dell'accoppiamento mordi-e-fuggi, arriva dalla Gran Bretagna e sta mandando in delirio i giovani (ma non solo) lavoratori inglesi. Tutto grazie alla tecnologia Bluetooth e ad un protocollo azionato da un gruppo di ragazzi britannici. Quasi tutti i nuovi telefoni cellulari e i palmari sono equipaggiati con Bluetooth, e sono in grado di identificare gli altri apparecchi (segnalandone numero telefonico, modello e nickname) che si trovano negli immediati paraggi. Il toother, prendiamo ad esempio un uomo, dà un occhiata, e se trova un nome femminile, o un nick che potrebbe essere di donna, manda un sms (di solito con scritto "Toothing?"), tanto per vedere che aria tira. Se la risposta è positiva, inizia il gioco. Che può concludersi a casa di uno dei due interlocutori o, nel caso di ormoni tempestosi, anche nella più vicina toilette. L'inventore della nuova mania si chiama Jon, anche se è diventato celebre con il nome d'arte di Toothy Toothing. E racconta: "Vivo in una città-dormitorio vicino a Londra, e la mattina, prendo il treno per un viaggio lungo e noioso. Ho iniziato a fare toothing lo scorso novembre, con uno scambio di sms con un'altra pendolare, Angela. Ci siamo dati appuntamento nella toilette dello scompartimento, e abbiamo consumato".

Affinché le prodezze dei toothers non rimangano confinate fra le pareti di un vagone, Jon ha lanciato un sito con chat e blog individuali. E nel giro di quattro mesi, grazie a migliaia di persone, ha preso vita una community del sesso casuale, dove partecipanti fanno a gara per raccontare le loro esperienze. Che non sempre, però, vanno a buon fine, perché non è detto che ad ogni nick corrisponda esattamente quel che ci si aspetta. Dietro "Hello Kitty" potrebbe anche celarsi un peloso e nerboruto energumeno. Ma fa parte del gioco. Certo, ci sono alcune strategia per scoprire a chi stai scrivendo. Come spiega Jon, "basta guardarsi intorno subito dopo aver inviato il messaggio. E vedere se c'è qualcuno che sta leggendo il display, o che si sta guardando intorno, incuriosito, o che cerca di incrociare gli sguardi dei presenti. All'inizio - conclude Jon - è un po' come il gatto con il topo. Dopo, però, la storia cresce d'intensità". (19 aprile 2004)

postato da: Tempestifero | 16:20 | commenti (5)

A few words from the bride

Looked dead, didn't I? But I wasn't. But it wasn't from lack of trying, I can tell you that. Actually, Bill's last bullet put me in a coma - A coma I was to lie in for four years. When I woke up, I went on what the movie advertisements refer to as a 'roaring rampage of revenge.' I roared. And I rampaged. And I got bloody satisfaction. I've killed a hell of a lot of people to get to this point, but I have only one more. The last one. The one I'm driving to right now. The only one left. And when I arrive at my destination, I am gonna kill Bill.

postato da: foe | 10:35 | commenti (4)

martedì, aprile 27, 2004

Discorso sullo stato dell'unione. Ovvero: sul non saper che scrivere e sul tempo che passa.

Ridendo e scherzando (in realtà ci sarebbe poco da ridere e poco da scherzare) è già passato un sacco di tempo... forza feccio è partito con la sua avventura il 28 settembre 2003, quasi sette mesi fa. Ricordo ancora dove e soprattutto in che condizioni alcoliche eravamo io e Tempestifero quando decidemmo di aprire questo blog. Poco dopo tanta bella gente si aggiunse al progetto, che aveva (ed ha tuttora) la stessa linea editoriale ben precisa: scrivere più o meno quello che ci sarebbe passato per la testa, sperando che in tale quantità enorme di minchiate sarebbe venuto fuori anche qualcosa di interessante da leggere. Ed è una teoria che poi si è rivelata essere corretta... si può dire che qualcosa di buono in questi mesi sia stato scritto su queste pagine. O no?

Purtroppo nel frattempo abbiamo perso qualche pezzo per strada. Blutarsky ha il suo blog parallelo (comunque ben poco aggiornato ultimamente), ed appare su queste pagine ormai solo sotto forma di suoi commenti. Calimocho, dopo un post originale ed alcuni CTRL-C e CTRL-V, è desaparecido ormai da mesi. Foe, che poi sarei io, e soprattutto il suo alter-ego ginopaoli sono in crisi creativa (e non solo) da tempo. Mariuano è in Olanda, beato lui, ma di sicuro non ha il tempo di leggere e scrivere su queste pagine. Tempestifero sembra aver perso la sua capacità di sparare a zero su tutto e su tutti. Insomma, gli unici che "tengono botta" sono Geyser, Tremannaik e Topper ed è soprattutto grazie a loro che il blog va avanti. Ma sembra che anche la loro creatività abbia già iniziato a percorrere il fronte discendente della parabola. Morale della favola: servirebbe a tutti quanti nuova benzina, una nuova spinta verso l'alto.

Che sia la troppa libertà di espressione la causa del male di questo blog? Quando si ha la possibilità di dire ciò che si vuole, si finisce poi per non riuscire a dire niente? Mi rifiuto di credere a questa pseudolegge di pseudopsicologia spicciola. Preferisco invece pensare che sia uno scazzo spero momentaneo, una specie di "crisi del sesto mese" dovuta magari all'arrivo della bella stagione. Anche se tale crisi è iniziata un bel po' di tempo fa quando ancora nevicava... vabbè.

Quindi, tanto per citare Nanni Moretti, dite qualcosa di sinistra! O anche qualcosa non di sinistra, ma almeno dite qualcosa! Tirate fuori quello che pensate veramente, tutta la vostra vis polemica, la voglia di mandare tutti cordialmente affanculo. Mi impegnerò anch'io a fare altrettanto, dopotutto è il "capò" (così mi chiama Geyser) che deve dare il buon esempio.

Saluti.

postato da: foe | 13:28 | commenti (8)

lunedì, aprile 26, 2004

Pink Floyd - The Wall

...continua da giovedì 22.04.2004

Ma cos'è esattamente "The Wall"? "The Wall" è un incubo in musica, un lungo viaggio attraverso la follia e l'alienazione che, pur avendo una spiccata natura autobiografica, assume contorni e caratteri universali in virtù della sua intensità e dalla enorme carica emotiva di cui è permeata ogni nota. Prendendo a riferimento due influenze letterarie fondamentali - "1984" di George Orwell e "Il processo" di Franz Kafka - Roger Waters disegna una sconvolgente introspezione psicologica che si traduce in un resoconto di agghiacciante follia, una allucinante caduta negli inferi che si dipana davanti agli occhi del protagonista senza alcuna speranza di redenzione.

In effetti, "The Wall" è il diario di una persona che sta impazzendo ma che, impazzendo, comincia a vedere le cose e il mondo in maniera incredibilmente lucida, scoprendo di essere la vittima predestinata di una società violenta, sadica e indifferente. Waters mette a nudo tutte le mostruosità della nostra epoca, partendo dalle cose che più toccano da vicino, in un clamoroso esercizio di autoustionamento interiore che è anche un feroce atto d'accusa nei confronti della società britannica e della sua ipocrisia.

Nella sua vita, Waters vede il paradigma di quelle di ognuno di noi e il ricordo di un infanzia trascorsa nel mito del padre caduto in guerra diventa suggestione sul falso culto degli eroi che diventano, nel mondo d'oggi, solo sbiadite figurine commemorative, utili alla scuola della violenza e della sopraffazione che ogni cittadino modello deve frequentare sin dalla più tenera età.

Le iniziali "In the Flesh?", "The Thin Ice" e "Another brick in The Wall pt. I" fungono da inquietante introduzione all'esordio nel girone dei dannati. Pink, protagonista metaforico della storia (interpretato al cinema da uno straordinario Bob Geldof) si richiude in se stesso e inizia a ricordare come è cominciato il disastro della sua esistenza che, dopo una breve infanzia vissuta quasi in un limbo, precipita nella bolgia dell'assurdo. "The Happiest Days of Our Life" seguita dalla celeberrima "Another Brick in The Wall pt. II" costituiscono un vero e proprio film del terrore di circa cinque minuti.

L'ingresso a scuola, maestri violenti come aguzzini, umiliazioni e perversioni e tutto ciò che necessita a un ragazzo per diventare anch'egli un buon mostro, un mattone del muro privo di sentimenti e ragione e pronto a vivere senza chiedersi il perché delle cose. E poi, i maestri che, dopo aver picchiato e offeso i ragazzi, tornano nelle loro case accolti da mogli "grasse e psicopatiche" che gli riservano a loro volta lo stesso trattamento: gli alunni trasfigurati con orribili maschere, fatti cadere in un gigantesco tritacarne da cui escono sotto forma di martelli, pronti a marciare all'unisono come bravi soldati, dipinti indifferentemente di rosso o nero (altro riferimento orwelliano) con la chitarra di David Gilmour che disegna uno degli assoli più belli e allucinanti della storia del rock.

Pink, per sfuggire all'incubo scolastico, si rifugia tra le braccia della madre ("Mother"), che però non si dimostra diversa dagli altri, dagli alieni che affollano il suo mondo, schiacciandolo sotto il peso delle sue angosce.

La musica dei Pink Floyd assume spesso i contorni della ballata di ampio respiro a cui fa da contraltare, però, un cantato sussurrato, rotto da singhiozzi, strozzato, a volte, volutamente agonizzante mentre qua e là il registro vocale di Roger Waters esplode in urla di disperazione.

segue...

postato da: Geyser | 13:39 | commenti (4)

venerdì, aprile 23, 2004

Il programma domani sera a Fuoriorario su RaiTre è talmente succulento che lo copioincollo tale e quale qua su forzafeccio. Domani sera si fa per dire, praticamente sarebbe già domenica mattina. Non so voi, ma io punto il videoregistratore.

Sabato 24 aprile 2004 ore 1.15 - 7.00 (5 ore 45')

ELEGIA DELLA LOTTA (Prima Visione Tv v.o.sott.it. 85')
(Kenka Erejii, Giappone 1966, b/n)
Regia: Suzuki Seijun
Con Takahashi Hideki, Asano Junko, Kawazu Yusuke
1935, Okoyama. Kiroku, ragazzo timido e impacciato, diventa in breve tempo un esponente irrequieto e violento di una banda di teenagers fascistoidi. Solo l'amore per Michiko potrebbe salvarlo. Ma l'incontro con l'ideologo Kita Ikki lo porta verso posizioni sempre piu' radicali. Fino al tentato colpo di stato da parte di alcuni ufficiali ispirati proprio alle idee dell'ideologo. Quale sara' il futuro del Giappone? E quale sara' il futuro di Kiroku?

VIVERE E MORIRE A LOS ANGELES (113')
(To Live and Die in L.A., USA 1985, col.)
Regia: William Friedkin
Con William Petersen, John Pankow, Willem Dafoe, Darlanne Fluegel
Una coppia di poliziotti, per incastrare uno spietato pittore falsario, oltrepassa i confini della legge, e ruba dollari veri per comprare i suoi dollari falsi.

BOILING POINT (v.o.sott.it. 93')
(3-4x Jugatsu, Giappone 1990, col.)
Regia: Takeshi Kitano
Con Masahiko Ono, Yuriko Ishida, "Beat" Takeshi Kitano
Garzone di una stazione di benzina e giocatore di baseball brocco, Masaki osa rispondere alla provocazione di uno yakuza e innesta una reazione a catena di vendette, che lo porterà a chiedere aiuto a Uehara, boss bisessuale e pazzo scatenato.

postato da: foe | 11:06 | commenti (1)

giovedì, aprile 22, 2004

Pink Floyd - The Wall

...continua da martedi 20.04.2004

Si perché, probabilmente, "The Wall" è l'album rock più venduto di tutti i tempi: le statistiche ufficiali che, in genere, lo collocano verso il decimo posto, facendolo precedere da album come "Thriller" di Michael Jackson e "Greatest Hits" degli Eagles, sono compilate tenendo conto solo del mercato nordamericano.

In Europa, vera roccaforte del gruppo, nessuno ha mai pensato a contare i dischi venduti, ma il solo fatto che l'intero catalogo dei Pink Floyd venga puntualmente esaurito e ristampato ogni anno in tutto il vecchio continente (ma anche in Sud America e Asia) e venga posto in vendita senza nessuno sconto anche minimo, fa pensare che siamo ben oltre i 20 - 25 milioni di copie che gli vengono attribuiti normalmente.

Il film "Pink Floyd - The Wall" uscito nell'82 per la regia di Alan Parker che in realtà, doveva essere nelle sale contemporaneamente al disco, visto che si trattava di un progetto unico e non di una trasposizione cinematografica successiva.

Purtroppo, "The Wall" è anche la storia di una lunga e complessa battaglia legale che ha visto opposti (e vede tuttora) Roger Waters ai suoi vecchi compagni Dave Gilmour, Nick Mason e Richard Wright, in una quasi inestricabile giungla di diritti di sfruttamento del nome che, tra l'altro impedisce da qualche anno la commercializzazione dell'home video.

Sembra comunque che, in occasione del ventennale del disco, gli attuali Pink Floyd siano intenzionati a far uscire un doppio live registrato durante il concerto di Londra del marzo 1980 con la riproposizione integrale di "The Wall" che dovrebbe intitolarsi "Is There Anybody Out There? The Wall Live", ma ogni previsione in merito potrebbe essere smentita, al momento in cui leggete queste pagine, dall'ennesima decisione giudiziaria che blocca tutto in attesa di stabilire a chi spetti definitivamente la paternità di questo capolavoro della musica.

segue...

postato da: Geyser | 13:51 | commenti

mercoledì, aprile 21, 2004

Studio Aperto è il nido del cuculo

Per chi ha visto una delle ultime puntate di “Mai Dire Grande Fratello”, si è reso conto che Ascanio è un coglione. Totalmente succube di Katia, ha dato sfoggio ad un completo asservimento alla bionda “puttana del Grande Fratello” (come lei stessa si è definita), che ha del patologico. Mai nessuno credo (nemmeno io) si è ridotto ad uno stato di schiavitù emotiva così esasperata. Gli effetti disastrosi di tale condizione si sono potuti vedere da molti indizi comportamentali. Il più clamoroso è forse stata la sua reazione alle domande poste da quella maiala della Barbara d’Urso. Ascanio è regredito in un loop emotivo-comportamentale degno del miglior Dustin Hoffman in "Rain Man". Sconcertante la sua nenia continua “io sono il vincitore, io sono il vincitore, io sono il vincitore, io ho vinto”, davanti alle telecamere. E’ anch’egli l’ennesima vittima di questa società, madre di questi “vincitori” completamente fottuti cerebralmente. Ma vincitori di quale vittoria? Quella di essere diventati un VIP. Il prezzo da pagare mi sembra chiaro. Una sana e incontrovertibile lobotomia. C’è un tg che è riuscito a ridipingere l’immagine distrutta d’Ascanio. Ovviamente è “studio aperto”, che ha proposto la sua versione di Ascanio come il nuovo idolo macho sciupafemmine. Che è assurdo, visto cosa è successo dentro la casa del GF. E’ sicuro che, presto o tardi, Ascanio lo si potrà vedere in giro per Arona. La sua città elettiva.

postato da: Tremannaik | 19:29 | commenti (5)

martedì, aprile 20, 2004

Pink Floyd - The Wall

In occasione dell'avvicinarsi dei venticinque anni dalla data di uscita di quello che probabilmente è l'album rock più venduto di sempre, io e il "capò" redattore del blog, abbiamo deciso di proporre un articolo su uno dei capolavori dei Pink Floyd: "THE WALL".

L'articolo in questione è stato pubblicato su "Guitar Club" dell'aprile 2000, ed è stato scritto da Maurizio De Paola. Ringraziamo sia il direttore Marco E. Nobili che l'autore, se non ci portano in tribunale per averlo estratto senza il loro consenso. E infine ringraziamo anche l'amico Valerio per aver illuminato le nostre menti con la lettura dello stesso.

Vent'anni da "The Wall", vent'anni da una delle opere più importanti nella storia del rock, uno di quei dischi che non si trovano mai di seconda mano perché nessuno è cosi pazzo da liberarsene, se lo possiede.

Vent'anni dalla sua uscita e dieci anni dalle immagini immortali di quel 21 luglio 1990, quando a Berlino la musica assoluta di quel disco celebrò la scomparsa del muro per eccellenza, che squarciava il cuore dell'Europa come una ferita eterna.

Come per "Sgt. Pepper's Lonely hearts Club Band" dei Beatles, "Exile on Main Street" dei Rolling Stones e "Born to Run" di Bruce Springsteen, quando il muro dei Pink Floyd vide la luce nel dicembre del '79, fu chiaro immediatamente che ci si trovava di fronte a qualcosa che avrebbe costituito una pietra miliare e che avrebbe cambiato il corso della musica.

Per paradosso, gli unici a criticare apertamente il disco furono i fans storici dei Pink Floyd, quelli innamorati delle visioni lisergiche di Sid Barret e degli scenari irreali di "Live in Pompei" che non perdonavano alla formazione inglese lo spostamento verso sonorità decisamente più mainstream, se non addirittura (sempre a detta loro) quasi dance (!) e che mal avevano digerito anche l'altra opera magna di Roger Waters & Co., quel "The Dark Side of the Moon" che ha stazionato per oltre duecento settimane nei Top 100 di Billboard, stabilendo un nuovo record che verrà battuto solo proprio da "The Wall".

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postato da: Geyser | 19:50 | commenti

Charles Bukowski dixit

«Si, John Fante ha avuto una grande influenza su di me. Non molto tempo dopo averlo scoperto, mi misi a vivere con una donna. Beveva come una spugna, anche di più di me, e assieme facevamo delle litigate feroci, durante le quali le gridavo: non chiamarmi figlio di puttana! Io sono Bandini, Arturo Bandini!». E dopo Vinicio Capossela, anch'io sono convinto di essere Arturo Bandini. Presto saremo un esercito di scrittori ubriaconi.

postato da: topper | 17:20 | commenti (1)

Post contenitore, varie cose in ordine sparso

Peccato per ieri sera, l'Asystel ha perso la finale scudetto contro le ragazze della Foppapedretti Bergamo. Non che io segua il volley femminile, però come direbbe Tremannaik, penso che sia mooolto più interessante del volley maschile. A proposito dell'Asystel Novara vi consiglio di approfondire l'argomento rileggendo schiaffi in pieno volto.

Venerdì sera esce nelle sale Kill Bill Vol.2 ed è il caso che il blog intero si mobiliti per andarlo a vedere. L'ideale sarebbe domenica pomeriggio, o sera. Propongo Blutarsky ed il solito Brumo come organizzatori ufficiali dell'evento. Chi è interessato si rivolga a loro.

Sto giocando un po' con iTunes e creando una nuova compilation (di schiaffazzi). Entro pochi giorni sarà pronta. Stavolta ho esagerato un po' con il punk e la musica "ggiovane", spero non sia venuta fuori una porcheria... cmq ve la farò ascoltare.

Il sito di VaralloPOP è stato aggiornato leggermente nella grafica e nei contenuti. Per chi voleva partecipare ai concorsi (poesia, racconti bonsai e rassegna musicale) ricordo che la scadenza di presentazione dei lavori è il 31 maggio (non mi chiedete perché è così presto). Purtroppo sembra che non ci sarà invece una mostra di fotografie.

Meno male che sui DVD-Video non ci si può registrare sopra, altrimenti a quest'ora sarei pieno di puntate del Grande Fratello registrate. Blutarsky, col cazzo che ti presto di nuovo una VHS. Per i DVD invece no problem.

Calimocho, Blutarsky, Tempestifero... ogni tanto scrivete qualcosa anche voi per favore.

Ancora non ho capito che tipo di lavoro possa andare a fare in Iraq un istruttore di kick boxing o un buttafuori da discoteca. Guardie del corpo? Per conto di chi? E poi, armati di mitra? Sinceramente spero che i tre rimasti vengano liberati e riescano a tornare in Italia, ma per favore non chiamateli eroi nazionali. O almeno fatelo (come sempre), not in my name.

postato da: foe | 15:48 | commenti (1)

venerdì, aprile 16, 2004

Ca' Bianca

Dopo una giornata di duro lavoro, a un uomo non basta sentirsi dire un distratto. "ciao, sei qui? come va?". Un uomo ha bisogno di tenero e sincero affetto. Tipo: " Ma cosa ha fatto oggi il mio tesoruccio? Il mio micetto è stanco?". Ecco perchè un uomo invece di rincasare preferisce andare al night.

postato da: topper | 18:35 | commenti (7)

mercoledì, aprile 14, 2004

Extracomunitariooooo!

Io non sono mica razzista però...
Ma quanti lo dicono!
Io non sono mica razzista però, basta che tornino tutti a casa loro e non mi fottano il lavoro.
Bravo!
Io non ce l'ho con nessuno, ma se non sanno nemmeno parlare l'italiano che colpa ce n'ho io?
Bravo, hai capito tutto!

Io non sono mica razzista però, tu dimmi quante volte io sono andato a rompere il cazzo a casa loro.
Bravo!
Noi è fin dal dopoguerra che coltiviam la terra, perché non hanno fatto anche loro come noi?
Bravo, peccato che c'è il deserto.

Sei un sempliciotto, tu non sei cattivo. Hai paura. Non sei informato al di fuori della tua cultura. Ma ti voglio augurare di non emigrare perché fuori dall'italia l'extracomunitario sei tu! L'extracomunitario sei tuuuuuuu...

Io non sono mica razzista però...
Ma quanti lo dicono!
Io non sono mica razzista però, qui gli stranieri sono tutti spacciatori, drograti e stupratori.
Bravo!
Ma la gente poi se ne frega e allora io voto lega, qui ci vorrebbe il duce ma adesso non c'è più.
Bravo! Adesso ci sei tu.

Io non sono mica razzista però, se sono neri ci dev'essere un motivo ed io non me lo spiego.
E allora?
Credo nelle cose più chiare il mio modello d'uomo è alto bello e biondo. Proprio come Gesù.
Oh, ma che cazzo dici?

Sei un sempliciotto, tu non sei cattivo. Hai paura. Non sei informato al di fuori della tua cultura. Preghi Gesù Cristo e pensi sia un modello... d'esistenza, credi di esser giusto e sempre a posto con la... tua coscienza. Ma ti voglio ricordare, quando sei a natale, che tu festeggi la nascita di un extracomunitario... Gesù! Extracomunitario... Gesuuuuuuu...

By Paolino Paperino Band

postato da: foe | 21:03 | commenti (4)

martedì, aprile 13, 2004

Alla conquista dell'occidente

In questi giorni dovrebbe uscire il nuovo libro di quella che viene definita come la più rappresentativa scrittrice/opinionista italiana al mondo: "Oriana Fallaci".

Dico subito che probabilmente non lo leggerò mai, ma da quanto ho sentito, quello che racconta, ed esprime in quel libro, è a dir poco sconcertante. Ma come tutti i pensieri portati all'estremo, quasi sempre sono generati da una problema che esiste.

Invogliare la società occidentale cristiana/cattolica, a non farsi mettere i piedi in testa dall'Islamismo, è in assoluto una cosa da non fare, in questo momento poi, risulterebbe disastroso.

Io credo che ogni popolazione deve mantenere le proprie abitudini e i propri costumi senza però invadere la libertà altrui.

Nel libro, la Fallaci sostiene che il grande flusso migratorio, dai paesi islamici alla nostra vecchia Europa, sarebbe un disegno preciso, concepito dagli ideologi della Jihad. Disegno che prevede la conquista lenta ma inesorabile della nostra cultura.

Prendete ad esempio le città francesi, tedesche, inglesi, italiane: a ritmo incalzante si popolano di musulmani, ma non di musulmani desiderosi di integrarsi e di rispettare le nostre leggi e i nostri costumi, bensì di gente che difende gelosamente la propria identità, e sempre più spesso offende o insidia quella dei paesi ospitanti. Costruiscono moschee che diventano spesso luoghi di propaganda e di proselitismo, quando non vere e proprie sedi di reclutamento per terroristi; si organizzano in comunità nelle quali i precetti coranici vengono fatti valere con estremo rigore, e chiedono, senza reciprocità alcuna, riconoscimenti della loro "diversità", diritti politici, spazi per valorizzare e consolidare la loro influenza religiosa e culturale.

Nessuno, credo, può affermare con sicurezza che questo "piano" sia tale, oppure un incubo di qualche fanatico della nostra cultura, terrorizzato dalla crescita della percentuale di islamici nei paesi occidentali.

E se anche fosse, io mi domando se non sia un processo naturale di rinnovamento della popolazione mondiale. Anche l'America era abitata dai pellirossa, e non dagli anglosassoni al nord e dai latini al sud. In quei paesi, e in tutti gli altri paesi non occidentalizzati, la natalità è molto più elevata che da noi (la famosa guerra del ventre) e se non invertiamo la tendenza la colonizzazione sarà solo una questione di tempo.

postato da: Geyser | 19:37 | commenti (6)

Soliti consigli per i teledipendenti

Come diceva il colonnello Trautman, Rambo è abituato a mangiare cose che farebbero vomitare un cane (o qualcosa del genere). Bello il film, bellissimo il finale che però mette una certa tristezza. I tempi cambiano, ma le guerre si combattono come e più di prima. E poi Stallone, doppiato come in tutti i suoi film dall'inconfondibile voce di Ferruccio Amendola, pare quasi un buon attore. Stasera su rete4, alle 21.

postato da: foe | 11:38 | commenti (5)

venerdì, aprile 09, 2004

E' FINITA....

Se mentre cammini per strada, riesci ad evitare che una macchina ti investa compiendo una bella capriola, finendo però tu stesso giù per una scarpata di 10000 metri, pur essendo in una metropoli posta al livello del mare...

Se al ritorno da una vacanza, i tuoi familiari ti accolgono dicendoti "No, grazie. Non ci serve nulla. Vada via!"...

Se reduce da una giornata di duro lavoro in miniera, ti accingi ad entrare nel tuo letto, per un meritato riposo, ben conscio che l'indomani alle 5 dovrai già essere sul posto di lavoro, e nel tuo letto trovi una testa di cavallo, con attaccato tutto il corpo, ed il cavallo è vivo....

Se la tua fidanzata per lasciarti non usa perifrasi, del tipo "Ho bisogno di riflettere... Ho bisogno di un po' di tempo per capire cosa provo per te...ecc." ma ti dice chiaramente "Vai a fare in culo, coglione!"...

Se la tua fidanzata ti lascia per mettersi insieme ad un cavallo, che guarda caso è lo stesso che hai trovato nel tuo letto...

Sei il cavallo è omosessuale e gli piaci....

Se tua madre ti prende da parte e ti dice "Tu sei un grandissimo figlio di puttana!". E tuo padre annuisce...

Se preso da una crisi religiosa decidi di confessarti, e preso posto nel confessionale, il prete ti dice "Figliolo, sei completametne fottuto. E' ormai tutto inutile"...

Se assistendo ad un esorcismo, l'esorcizzato si rivolge a te con l'appellativo di "Mio Imperatore"...

Beh, allora credo che sia FINITA!

postato da: Tremannaik | 17:11 | commenti (4)

Da oggi parte una nuova rubrica: L.S.I. lavori socialmente inutili

Prima puntata: il cronista di studio aperto.

Quando accade un fatto di cronaca nera, un omicidio o un incidente drammatico con morti, il cronista di studio aperto è sempre lì... a cagare il cazzo a tutti e possibilmente ad intervistare i genitori della vittima.

"Cosa ne pensa?", "come si sente?", "vuole dire qualcosa all'assassino di sua figlia?" sono le domande più ricorrenti. Il bello è che nessuno gli risponde come si dovrebbe, cioè: "ma vaffanculo, coglione".

postato da: foe | 15:22 | commenti (2)

LA LEPRE è una specie "super-fertile". Infatti, si osserva il fenomeno della superfetazione, ossia lafemmina può essere fecondata già 6 giorni prima di partorire. In questo modo si riduce il tempotra una nidiata e la successiva.

....................ricordatevelo per questa sera...

postato da: Tempestifero | 12:27 | commenti (3)

giovedì, aprile 08, 2004

Ancora un pò e.............


Attenzione! Ultimamente sono pericoloso.

Caro Foe non pensare che ti ho dato ragione, è solo autocontrollo.

Cercherò di rilassarmi con un fantastico Puzzle.

Oppure preparerò un post sulla musica. La vera "passione" della mia vita.

postato da: Geyser | 20:43 | commenti

We're Only in It for the Money

E' inutile nasconderlo, i litigi di questi ultimi giorni sono un pretesto per aumentare un po' l'audience del blog in vista dei 10000 accessi!! In realtà io e Geyser siamo grandi amici e mi sembra ormai giusto sotterrare l'ascia di guerra.

Scusa se ti ho preso un po' per il culo, non ho proprio resistito! Sono cmq contento che hai deciso di non fare come Baglioni...

postato da: foe | 15:20 | commenti (2)

LO SFOTTO'

Nello sport esiste una cosa meravigliosa che si chiama "sfotto". In cosa consiste?

Nel prendersi reciprocamente per il c..o tra tifoserie avversarie.

Come in tutte le cose, anche quelle apparentemente più semplici, anche qui ci sono delle regole, non scritte, che disciplinano questa "arte".

Molte volte, però, queste regole vengono infrante, e dal semplice sfottò verbale si passa a quello gesticolare, e nei casi più estremi, ultimamente molto frequenti, a vere e proprie battaglie sommarie, con oggetti di ogni tipo peso e grandezza, recuperati su campi di battaglia improvvisati, quali gradinate degli stadi, parcheggi, aree di sosta degli autogrill, bar, ecc.

Io mi chiedo qual è la molla che può spingere una persona a fare del male fisico ad un'altra persona o ad un oggetto di altrui proprietà, per una cosa apparentemente futile come una partita di calcio.

Tutto questo solo per giustificare i nostri teatrini al suono di sole "parole" che imbastiamo tutte le volte che l'Internazionale vince una partita importante.

Il bello, e il brutto per alcuni tipi di persone, è che durante il gioco si crea un phatos incredibile. Vieni assalito da una carica adrenalinica impressionante, paragonabile (quasi) all'entrata in funzione del NOS all'interno di un motore "preparato".

Se non si è in grado di controllare questa sensazione (io non sono molto in grado) le cause possono essere molteplici, ma comunque sempre svantaggiose per tutte le parti in gioco.

E in verità, quasi sempre si perde il senso iniziale del contendere.

Quindi, visto che siamo in pieno periodo di Pasqua, io depongo per primo le armi, e non sapete quanto mi costa, chi mi conosce lo sa.

PEACE!

postato da: Geyser | 13:30 | commenti (1)

mercoledì, aprile 07, 2004

Attenzione: questo post è equalizzato male, abbonda di toni sarcastici.

Maledetta formula uno, ti odio. Io ti amo, poi ti odio, poi ti amo, poi ti odio e poi ti apprezzo. La la la... e canto "please don't let me be misurdestood", mentre parcheggio nel parcheggio l'alfa sud... emh, scusate. Mi sono lasciato trasportare.

Cmq, dicevo, ti odio perché mi hai tradito. Avevi promesso che non avresti mai smesso di emozionarmi, ma a me sembra che quel famoso sorpasso di Hakkinen ai danni di Schumacher in cima alla salita dell'Eau Rouge a Spa (nel 2000 credo, nell'anno dell'ultimo mondiale della McLaren) sia stato anche l'ultimo degno di essere ricordato. Ok, gli anni successivi sono stati fantastici per i tifosi della Ferrari, però io cosa ci ho guadagnato? Di sorpassi come si deve non se ne vede più neanche l'ombra, forse ne è rimasto qualcuno decente nelle retrovie ma viene accuratamente ignorato dal regista.

In questi ultimi tre anni mi hai solo fatto addormentare la domenica pomeriggio davanti alla tv, col risultato che spesso e volentieri ho fatto fatica a digerire l'arrosto con la peperonata. (Proprio ora che lo scrivo mi sorge un dubbio: visto che il mondiale di f1 si corre con la bella stagione, non è che quando fa caldo si dovrebbe mangiare un po' più leggero? Lo terrò presente nei mesi a venire.)

Insomma, amata/odiata formula uno, mi hai sedotto e poi abbandonato. E come di solito si fa quando si viene sedotti e poi abbandonati, ti mando a cagare e vado con la tua migliore amica, la motogp.

Scusate però se mi permetto di denigrare uno sport, ma se lo merita. Eppoi ognuno qui è libero di esprimere un concetto, anche se non è condivisibile da tutti, no? Prometto poi di non deridere più nessuno con delle belle parole, d'ora in poi per deridere ne userò solo di brutte.

Ciao a tutti!

Dopo tutto questo delirio voglio precisare che la formula uno non mi spiace poi così tanto! Anzi sono anche moderatamente ferrarista e quindi felice per questo periodo di vittorie! Sono solo un po' amareggiato per la carenza di spettacolo.

-->

postato da: foe | 22:19 | commenti (8)

BLOG MUFFA

Neanche più un golpe riesce a smuovere questo blog. Io ci ho provato. Foe dammi un salvagente perchè qui stiamo andando tutti alla deriva.

Comunque le cose che avevo scritto e che riporto nel commento a questo post le penso veramente.

postato da: Geyser | 14:12 | commenti (1)

martedì, aprile 06, 2004

Sono rimasto indietro anni luce e mi sono perso... nello spazio siderale.

E' una lenta deriva verso lo scazzo, quella che stiamo subendo qui su forza feccio. Come scusa si può dire che è colpa della primavera e del cambio dell'ora. O che forse ci si sta adeguando alla verve creativa dell'ultimo periodo del nostro spin-off. Insomma, per dirlo con parole povere, qui su forza feccio ultimamente ci si annoia un bel po'.

Fatta questa premessa, la conclusione logica è che sarebbe consigliabile evitare di scrivere dello sport più noioso del mondo (che per chi non lo sapesse è la formula uno) proprio qui... può essere controproducente. Sopratutto se lo si fa senza un valido motivo... solo perché mossi dall'invidia nei confronti di un negretto con la faccia simpatica, che quando butta la palla in rete poi fa tante pirulette... :)

Ovviamente sto parlando di...

Obafemi Martins

postato da: foe | 20:59 | commenti (4)

lunedì, aprile 05, 2004

DOMINIO FERRARI

Ancora una volta, e per la terza volta consecutiva quest'anno, Schumy ha vinto il GP.

Come era prevedibile, su una pista nuova, dove nessuno aveva mai girato prima, si è confermato, se ce n'era ancora bisogno, il n°1 in assoluto.

In tanti dicono che la formula 1 attuale è noiosa. A parte che il GP di ieri mi è parso molto vivace alle spalle delle rosse, e poi anche se così non fosse non è certo solo colpa del regolamento. Dove sono finiti Kimi Raikkonen, Juan-Pablo Montoya, Ralf Schumacher, David Coulthard ecc? Gli avversari latitano, e la ferrari giustamente ne approfitta piazzando, con estrema facilita, due piloti ai primi due posti in 2 GP su 3.

Adesso aspettiamo con trepidazione la gara di Imola. Cicuito spettacolare, grandi saliscendi per le colline del Sant'Erno e un pubblico che sarà sicuramente carico per l'entusiasmante inizio di stagione del Cavallino.

postato da: Geyser | 21:37 | commenti

Vai Oba Oba... fai le pirulette...

postato da: foe | 13:42 | commenti (16)

sabato, aprile 03, 2004

PROSSIME USCITE


March 30th

Depeche Mode: Singles Box Vols. 1 - 6 (Warner)

Hella/Four Tet: Div/orce 7" series vol. 1 (ache)

The Minus Tide: Anakuklosis (Action Driver)

Radiohead: The Com Lag EP (Japan only, Capitol)

Slicker: Knock Me Down Girl EP (Hefty)

Snow Patrol: Final Straw (Interscope)

Various: Acuarela Songs Vol. 3 (Acuarela)

Various: Kill Bill Vol. 2 (Maverick/Warner)

The Wishlist: Anthony & Anthony (Storybook)


April 6th

Ambulance (LTD): S/T (TVT)

Architecture In Helsinki: Fingers Crossed (Bar None)

Beat Happening: Black Candy (reissue; K)

Black Dice: Miles of Smiles (DFA)

Blaque: Torch (Elektra)

Blondie: The Curse of Blondie (Sanctuary)

Bro. Danielson: Brother is to Son (Secretly Canadian)

The Bruces: TBA (Misra)

Calexico: Convict Pool (Touch & Go)

Diverse: One A.M: The Instrumentals (Chocolate Industries)

Eluvium: Accidental Memory in Case of Death EP (Temporary Residence Limited)

Ghostface: The Pretty Tony Album (Def Jam)

Haymarket Riot: Mog (Thick)

John Wilkes Booze: Five Pillars of Soul (Kill Rock Stars)

Kill Creek: Will to Strike (Second Nature)

Kiln: Sunbox (Ghostly International)

Ben Kweller: On My Way (RCA)

Matmos: Rat Relocation Program (Locust)

Modest Mouse: Good News For People Who Love Bad News (Epic)

Juana Molina: Tres Cosas (Domino)

Of Montreal: Satanic Panic in the Attic (Polyvinyl)

Old Time Relijun: Lost Light (K)

On!Air!Library!: S/T (Arena Rock)

Seachange: Lay of the Land (Matador)

Skalpel: Dusty Tales (Ninja Tune)

Summertown: Don’t Panic EP (Storybook)

Tears For Fears: Everybody Loves a Happy Ending (Arista)

They Might Be Giants: Indestructible Object EP (Barsuk Records)

Throbbing Gristle - Mutant TG (NovaMute)

Various Artists: Thank You (Temporary Residence Limited)

Shannon Wright: Over the Sun (Quarterstick)


April 13th

Mum: Summer Make Good (Fatcat)

Tangiers: Never Bring You Pleasure (Sonic Unyon)

Tortoise: It's All Around You (Thrill Jockey)

Various: Kill Bill Vol. 2 (Maverick/Warner)


April 20th

Atombombpocketknife: Lack & Pattern (File-13)

Devendra Banhart: Rejoicing in the Hands (Young God)

Black Cat Music: October, November (Lookout!)

Brazil: A Hostage and the Meaning of Life (Fearless)

Bright Eyes/Neva Dinova: Split (Crank)

Dabrye: Game Over 12" (Ghostly International)

Einstürzende Neubauten: Perpetuum Mobil CD+DVD (Mute)

The Fiction: I Told Her that I Liked Living in a Box (Level Plane)

Lali Puna: Faking The Books (Morr Music)

The Lost & Found: S/T (Status Recordings)

One AM Radio: A Name Writ in Water (Level Plane)

Ratatat: S/T (xl)

The Sixfifteens: Let's Not Think About It (Fake Chapter Records)

Slicker: We All Have A Plan (Hefty)

Throbbing Gristle: Welcome to the World of Throbbing Gristle (Industrial/Mute)

Tweaker: 2 a.m. Wake-Up Call (Waxploitation/iMusic)

Various Artists: Rock Against Bush (Nettwerk)

Retisonic: Return To Me (Silverthree)

Mock Orange: Mind Is Not Brain (Silverthree)


postato da: Geyser | 15:04 | commenti (2)